Istanbul: esperienza da mille e una notte.

Dove eravamo rimasti? Ah si. Ci eravamo lasciati in una splendida (ma anche gelida e piovosa 😅) Kiev…bellissima parentesi in mezzo ad uno scalo rivelatosi un’esperienza a dir poco meravigliosa!
Avete presente quando si dice che il vero viaggio non è la destinazione ma il tragitto? Di come l’attesa sia essa stessa il piacere? Ok, forse stiamo esagerando con le frasi fatte, ma è solo un modo per introdurvi allo scalo più emozionante che abbiamo mai fatto, che si è rivelato essere uno stupendo piccolo viaggio nel viaggio.

Al tempo del racconto – ottobre 2015 – non esisteva alcun volo diretto che da Catania ci portasse a Kiev: si era reso necessario, quindi, prenotare un volo con scalo nella niente po po di meno che… affascinante Istanbul! Mentre il volo di andata prevedeva uno scalo un po’ più breve, quello del ritorno ci concedeva ben 24 ore nella magica città.
Con nostro piacevole stupore apprendiamo che durante gli scali notturni la compagnia Turkish Airlines prevedeva l’alloggio in hotel – con tanto di transfer e colazione inclusi – per i “poveri” passeggeri che si trovassero a far scalo nella porta d’oriente. E non un hotel qualsiasi… eh no… ma un 5 stelle poco distante dal centro della metropoli.
La nostra faccia all’apprensione della felice notizia -> 😃.

Fatta questa piccola premessa entriamo nel cuore del racconto. Dicevamo, avevamo appena lasciato la gelida e piovosa Kiev, Elisa aveva ancora gli strascichi del raffreddore dovuto allo sbalzo di temperatura tra Catania e Kiev (20° e -1°, per intenderci) , quando atterriamo in una calda e accogliente Istanbul. D’un tratto i malesseri di Elisa lasciano il posto alla voglia di approfittare di quelle poche ore di permanenza in città.
Per nostra fortuna, dei nostri amici turchi accettano di farci da ciceroni… ed eccoci catapultati nella folle visita non-stop della città più magica del mediterraneo.

Problema: i trasporti ad Istanbul. Dopo essere atterrati ad Atatürk e aver raggiunto l’hotel, ci apprestiamo a immergerci nella vita cittadina. Istanbul è abbastanza collegata tramite bus, tram, metropolitana e ferrovia leggera, ma districarsi tra le tariffe, gli orari e i cambi tra i mezzi non è una delle cose più semplici da fare. Fortunatamente i nostri amici hanno saputo “addestrarci” e ad Elisa hanno anche regalato un carnet (che dolci penserete voi… se non fosse che Francesco è andato in giro per le strade della città comodamente seduto sulla moto di un nostro amico! 🙃) Ad ogni modo, è molto utile questa guida: http://www.scoprireistanbul.com/guida-turistica/guida-dei-mezzi-pubblici-a-istanbul/

Il Gran Bazar. La prima cosa che visitiamo è il bazar più famoso del mondo. Imprescindibile in una visita ad Istanbul, rende veramente l’idea della vita della città. Si trova di tutto, anche se la maggior parte sono negozi di tessuti e spezie, e i colori e il calore della gente ti trasportano in un’altra dimensione. Tra gli schiamazzi, le contrattazioni, i rotoli di tessuto pregiato, sembra quasi di percorrere la via della seta. E’ quasi d’obbligo comprare, soprattutto se si vuole portare qualche souvenir, ma attenti alle truffe per i turisti.


Il tramonto sul Bosforo. Il modo migliore per ammirarlo è salire sui tetti, e si, avete capito bene, molte strutture mettono a disposizione le proprie terrazze, i propri spazi più alti, per ammirare qualcosa che è molto difficile da spiegare a parole… Sembra quasi di ammirare dall’alto uno scenario molto simile ad Agrabah la città di Aladdin, con in basso un’infinità di Moschee (pensate che Istanbul ne conta quasi 3.000 attive), in mezzo il ponte sul Bosforo con sotto lo stretto che unisce il Mar Nero al Mare di Marmara che segna il confine meridionale tra il continente europeo e il continente asiatico, ed in alto il sole che scendendo bacia questa terra riflettendo la luce su tutta la città, illuminando le cupole di Chiese e Moschee, rendendo il tutto a dir poco magico.

La Moschea Blu. La Sultanahmet camii nota anche come “Moschea Blu”, è uno dei luoghi più caratteristici nonché la Moschea più importante della capitale turca. Il nome è dovuto alle più di 20.000 piastrelle di ceramica color turchese affisse sulle pareti che danno alla struttura questo bel colore acceso. La struttura della Moschea blu è caratterizzata da una simpatica particolarità: La Moschea Blu, che risale al XVII secolo, è anche l’unica a poter vantare ben sei minareti, superata in questo solo dalla moschea della KaÊ¿ba, a La Mecca, che ne ha sette. Tale particolarità architettonica è dovuta, secondo una storia popolare, ad un fraintendimento: l’espressione delle manie di grandezza del sultano Ahmed I, non potendo eguagliare la magnificenza della moschea di Solimano né quella di Hagia Sophia, non trovò soluzione migliore per cercare di distinguerla che i minareti in oro; L’architetto fraintese però le parole del sultano, capendo “altı” (in turco “sei”) anziché “altın” (oro). Ecco perché la moschea non ha ne più minareti delle altre e ne le cupole in oro 😅.

Santa Sofia…O Hagia Sophia, in turco. Purtroppo, vista l’ora, abbiamo potuto solamente ammirarne la magnificenza dall’esterno. E’ uno degli esempi più belli di architettura bizantina. E’ stata dapprima una basilica, simbolo della cristianità, poi convertita in moschea dagli Ottomani, infine in un museo, per volere di Mustafa Kemal Atatürk.
E’ notizia di quest’anno (luglio 2020) che Hagia Sophia tornerà ad essere una moschea, ma il museo resterà aperto ai turisti nelle ore in cui non si svolgerà la preghiera. Poco male per noi, che torneremo sicuramente per poterla visitare dall’interno!

Santa Sofia in notturna.

Piazza Taksim. E’ il cuore pulsante della città europea. Da li si diramano diverse vie, tra cui Istiklal Caddesi, una delle più famose strade di Istanbul per quanto riguarda ristoranti, hotel e negozi. E’ sempre viva e piena di turisti, ma è anche un luogo simbolo per i turchi, in quanto sede prediletta per manifestazioni di protesta, scioperi e parate in città.
Tra le vie adiacenti è facile trovare posti dove mangiare dell’ottimo kebab. Noi, ovviamente, non abbiamo fatto complimenti!

Purtroppo la nostra veloce visita di Istanbul è giunta al termine. 24 ore sono veramente poche per la visita di questa città, ma una cosa è certa: torneremo presto in questo luogo da mille e una notte!


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