Istanbul: esperienza da mille e una notte.

Istanbul: esperienza da mille e una notte

Dove eravamo rimasti? Ah si. Ci eravamo lasciati in una splendida (ma anche gelida e piovosa 😅) Kiev…bellissima parentesi in mezzo ad uno scalo rivelatosi un’esperienza a dir poco meravigliosa!
Avete presente quando si dice che il vero viaggio non è la destinazione ma il tragitto? Di come l’attesa sia essa stessa il piacere? Ok, forse stiamo esagerando con le frasi fatte, ma è solo un modo per introdurvi allo scalo più emozionante che abbiamo mai fatto, che si è rivelato essere uno stupendo piccolo viaggio nel viaggio.

Al tempo del racconto – ottobre 2015 – non esisteva alcun volo diretto che da Catania ci portasse a Kiev: si era reso necessario, quindi, prenotare un volo con scalo nella niente po po di meno che… affascinante Istanbul! Mentre il volo di andata prevedeva uno scalo un po’ più breve, quello del ritorno ci concedeva ben 24 ore nella magica città.
Con nostro piacevole stupore apprendiamo che durante gli scali notturni la compagnia Turkish Airlines prevedeva l’alloggio in hotel – con tanto di transfer e colazione inclusi – per i “poveri” passeggeri che si trovassero a far scalo nella porta d’oriente. E non un hotel qualsiasi… eh no… ma un 5 stelle poco distante dal centro della metropoli.
La nostra faccia all’apprensione della felice notizia -> 😃.

Fatta questa piccola premessa entriamo nel cuore del racconto. Dicevamo, avevamo appena lasciato la gelida e piovosa Kiev, Elisa aveva ancora gli strascichi del raffreddore dovuto allo sbalzo di temperatura tra Catania e Kiev (20° e -1°, per intenderci) , quando atterriamo in una calda e accogliente Istanbul. D’un tratto i malesseri di Elisa lasciano il posto alla voglia di approfittare di quelle poche ore di permanenza in città.
Per nostra fortuna, dei nostri amici turchi accettano di farci da ciceroni… ed eccoci catapultati nella folle visita non-stop della città più magica del mediterraneo.

Problema: i trasporti ad Istanbul. Dopo essere atterrati ad Atatürk e aver raggiunto l’hotel, ci apprestiamo a immergerci nella vita cittadina. Istanbul è abbastanza collegata tramite bus, tram, metropolitana e ferrovia leggera, ma districarsi tra le tariffe, gli orari e i cambi tra i mezzi non è una delle cose più semplici da fare. Fortunatamente i nostri amici hanno saputo “addestrarci” e ad Elisa hanno anche regalato un carnet (che dolci penserete voi… se non fosse che Francesco è andato in giro per le strade della città comodamente seduto sulla moto di un nostro amico! 🙃) Ad ogni modo, è molto utile questa guida: http://www.scoprireistanbul.com/guida-turistica/guida-dei-mezzi-pubblici-a-istanbul/

Il Gran Bazar. La prima cosa che visitiamo è il bazar più famoso del mondo. Imprescindibile in una visita ad Istanbul, rende veramente l’idea della vita della città. Si trova di tutto, anche se la maggior parte sono negozi di tessuti e spezie, e i colori e il calore della gente ti trasportano in un’altra dimensione. Tra gli schiamazzi, le contrattazioni, i rotoli di tessuto pregiato, sembra quasi di percorrere la via della seta. E’ quasi d’obbligo comprare, soprattutto se si vuole portare qualche souvenir, ma attenti alle truffe per i turisti.


Il tramonto sul Bosforo. Il modo migliore per ammirarlo è salire sui tetti, e si, avete capito bene, molte strutture mettono a disposizione le proprie terrazze, i propri spazi più alti, per ammirare qualcosa che è molto difficile da spiegare a parole… Sembra quasi di ammirare dall’alto uno scenario molto simile ad Agrabah la città di Aladdin, con in basso un’infinità di Moschee (pensate che Istanbul ne conta quasi 3.000 attive), in mezzo il ponte sul Bosforo con sotto lo stretto che unisce il Mar Nero al Mare di Marmara che segna il confine meridionale tra il continente europeo e il continente asiatico, ed in alto il sole che scendendo bacia questa terra riflettendo la luce su tutta la città, illuminando le cupole di Chiese e Moschee, rendendo il tutto a dir poco magico.

La Moschea Blu. La Sultanahmet camii nota anche come “Moschea Blu”, è uno dei luoghi più caratteristici nonché la Moschea più importante della capitale turca. Il nome è dovuto alle più di 20.000 piastrelle di ceramica color turchese affisse sulle pareti che danno alla struttura questo bel colore acceso. La struttura della Moschea blu è caratterizzata da una simpatica particolarità: La Moschea Blu, che risale al XVII secolo, è anche l’unica a poter vantare ben sei minareti, superata in questo solo dalla moschea della KaÊ¿ba, a La Mecca, che ne ha sette. Tale particolarità architettonica è dovuta, secondo una storia popolare, ad un fraintendimento: l’espressione delle manie di grandezza del sultano Ahmed I, non potendo eguagliare la magnificenza della moschea di Solimano né quella di Hagia Sophia, non trovò soluzione migliore per cercare di distinguerla che i minareti in oro; L’architetto fraintese però le parole del sultano, capendo “altı” (in turco “sei”) anziché “altın” (oro). Ecco perché la moschea non ha ne più minareti delle altre e ne le cupole in oro 😅.

Santa Sofia…O Hagia Sophia, in turco. Purtroppo, vista l’ora, abbiamo potuto solamente ammirarne la magnificenza dall’esterno. E’ uno degli esempi più belli di architettura bizantina. E’ stata dapprima una basilica, simbolo della cristianità, poi convertita in moschea dagli Ottomani, infine in un museo, per volere di Mustafa Kemal Atatürk.
E’ notizia di quest’anno (luglio 2020) che Hagia Sophia tornerà ad essere una moschea, ma il museo resterà aperto ai turisti nelle ore in cui non si svolgerà la preghiera. Poco male per noi, che torneremo sicuramente per poterla visitare dall’interno!

Santa Sofia in notturna.

Piazza Taksim. E’ il cuore pulsante della città europea. Da li si diramano diverse vie, tra cui Istiklal Caddesi, una delle più famose strade di Istanbul per quanto riguarda ristoranti, hotel e negozi. E’ sempre viva e piena di turisti, ma è anche un luogo simbolo per i turchi, in quanto sede prediletta per manifestazioni di protesta, scioperi e parate in città.
Tra le vie adiacenti è facile trovare posti dove mangiare dell’ottimo kebab. Noi, ovviamente, non abbiamo fatto complimenti!

Purtroppo la nostra veloce visita di Istanbul è giunta al termine. 24 ore sono veramente poche per la visita di questa città, ma una cosa è certa: torneremo presto in questo luogo da mille e una notte!

Malta secondo Mr. & Mrs. Trip

Le 5 cose da fare se vuoi poter dire di aver visitato Malta

Come ormai saprete, Malta è stata la nostra prima avventura insieme. Sono già passati ben cinque anni da quel nostro fortunato viaggio e questa primavera saremmo dovuti tornare lì, per trascorrere qualche giorno all’insegna dei ricordi, del divertimento, del mare e del bel tempo. Perchè sì, Malta è tutto questo. É una meta ideale per chi vuole rilassarsi un po’, senza rinunciare a visitare delle città degne di nota, prendere il sole in spiagge bellissime, apprezzare l’aspetto naturalistico e divertirsi in una scatenata nightlife.
E, come promesso, ecco le cinque cose che non potete perdervi se avete intenzione di visitare questo bellissimo arcipelago del Mediterraneo.

1 Vivere La Valletta. sembrerà scontato, dato che è la capitale del Paese e, come tutte le capitali, è piena di stimoli e di cose da fare. Passare dal City Gate (Il-Belt Valletta) e immergersi nella vita cittadina. Ma quali sono le cose più belle?
Di sicuro il cambio della guardia davanti al Palazzo del Gran Maestro di St. Georges’s Square, l’ultimo venerdì di ogni mese. Non sarà Buckingham Palace, ma ne vale assolutamente la pena!
Dopodichè è bellissimo perdersi per le strade e i negozi del centro, fare un po’ di shopping e sedersi in uno dei tantissimi cafè nei dintorni della piazza principale. Se poi avete voglia di qualcosa dall’effetto wow, Il Teatro Manoel è quello che ci vuole.
La Valletta non è dispersiva ed è possibile visitarla in una giornata.
Little Tip: E’ meglio visitare La Valletta durante i giorni feriali, in quanto la domenica e i festivi la città si svuota per riversarsi su mete più domenicali. Se doveste andare di domenica rischiereste di trovare una città deserta (Francesco ne sa qualcosa😅).

2 Scoprire Mdina. L-Imdina è una città fortificata al centro dell’isola. É più unica che rara. Si tratta dell’antica capitale del Paese ed è conosciuta in italiano anche come “La Notabile”. Smarrirci all’interno di questa silenziosa e monumentale città ci ha fatto perdere la cognizione del tempo. Ci ha trasportati indietro di più di mille anni, al tempo in cui gli arabi ersero le mura della città. É perfettamente conservata e per le strade si respira l’odore della storia, tra mura arabeggianti e facciate barocche. A contribuire a ciò si ergono i bellissimi palazzi appartenenti alle antiche famiglie nobiliari più influenti di Malta, nonché la Cattedrale di San Paolo, andata distrutta a causa del terremoto del 1693 e ricostruita in stile barocco.

3 visitare il mercato di Marsaxlokk. Come dicevamo, La Valletta non è proprio il luogo adatto per passare una bella giornata domenicale. La meta preferibile è, infatti, Marsaxlokk (o Marsa Scirocco), con il suo mercato e il suo porto, dove attraccano tutti i pescherecci colorati (i Luzzo), tipici di Malta. Qui è possibile trovare il pesce più fresco del giorno ma anche torroncini, liquori e leccornie varie. Io, ovviamente, ne ho approfittato 😎

4 Vivere la nightlife di St. Julian’s. Dire di andare a Malta senza vivere la sua movida notturna è come nascondersi dietro a un dito. La vita che anima le notti di Paceville è famosa in tutto il mondo. Ma prima di lanciarsi nella sfrenata vita notturna è meglio mettere qualcosa sotto i denti. Il piatto più buono e più tipico è sicuramente il coniglio alla maltese (Stuffat tal-Fenek), magari accompagnato con una bella Cisk, la birra di Malta! Personalmente l’ho mangiato in un posto sulla via verso Sliema (subito fuori da St. Julian’s), ma è possibile trovarlo un po’ in tutti i ristoranti dell’isola.
Dopo aver messo a tacere lo stomaco è ora di lanciarsi nella scatenata vita notturna di Malta, tra i pub di Triq san Gorg e i Casinò. Tra questi ultimi il Dragonara è sicuramente il più antico e architettonicamente più bello, da vedere, anche per chi come noi non è un gran giocatore.
A proposito del casinò, è sempre piacevole raccontare un piccolo aneddoto accaduto al suo interno, nel quale il nostro temerario Francesco, sedutosi al tavolo del Blackjack, è riuscito a “vincere” circa 300€, senza mai giocare! Il tutto grazie a un simpatico ragazzone irlandese che, pur di avere il tavolo tutto per sé, pagava il tempo degli altri speranzosi giocatori in maniera tale da avere tutte le mani a disposizione (o almeno crediamo). Beh che dire…contento lui 😅.
Little tip: un consiglio che sentiamo di dare, se volete vivere la Malta notturna, è quello di alloggiare a St. Julian’s, come abbiamo fatto noi. Dopo una serata di baldoria, l’unico pensiero che avrete sarà raggiungere il vostro alloggio senza dover prendere mezzi di trasporto. Malta è veramente ben collegata ed è possibile raggiungere qualunque posto con gli autobus il giorno dopo. Gli hotel non sono nuovissimi, essendo presi d’assalto dai ragazzi per la movida: valutate bene le recensioni con foto.

5 Spiagge e meduse. No, non è una minaccia 😅. Ultime ma non per importanza sono sicuramente le spiagge di Malta, da Gozo a Comino, dalla Golden Bay a St. Peter’s Pool, l’arcipelago offre bellissime baie. A proposito della Golden Bay, caratterizzata da acqua blu e spiaggia dorata è, forse, la più bella spiaggia di Malta. Mentre il mare più cristallino si trova a Comino, la baia Blue Lagoon è a dir poco incantevole.
Ah, dimenticavo, le meduse: l’arcipelago è meta preferita da questi affascinanti esserini gelatinosi e urticanti, se ne contano anche 10 specie solo a Malta…quindi attenzione!

Madrid: viaggio tra musei, letteratura e tapas

Eccoci qui, con l’arrivo della bella stagione – e delle prime riaperture post terza ondata – mi sono detta: perché non iniziare a parlare di una nazione a noi molto cara? Per chi non lo sapesse io e Francesco vi abbiamo svolto un tirocinio universitario e mia sorella tutt’ora vive lì. 

Si, sto parlando della Spagna e non possiamo che partire dalla sua capitale, Madrid. 

Personalmente ho visto Madrid a più riprese: due per la precisione. La prima in occasione di una vacanza studio all’estero, è stata una maratona di musei e non ho avuto molto tempo per apprezzare la vita della città. La seconda volta, invece, con Francesco abbiamo voluto viverla con calma, alternando visite a musei a lunghe passeggiate e a degustazioni di deliziose tapas! 

Consiglio a chiunque voglia visitare questa città di dedicare almeno una settimana. Le cose da vedere e da fare sono veramente tante e non bisogna nemmeno tralasciare una visita ai dintorni, soprattutto le meravigliose Avila, Segovia, Toledo e Alcalà de Henares (la città natale di Cervantes!). 

Ma andiamo con calma, cosa fare assolutamente  a Madrid? 

  1. Indubbiamente una visita al museo del Prado, una delle pinacoteche più importanti del mondo.  Tra le innumerevoli opere li custodite La Maya Vestida e la Maya Desnuda del Goya e Davide e Golia di Caravaggio.
  2. Visitare il museo Reina Sofia, museo di arte moderna e arte contemporanea di Madrid.
  3. Una visita allo stadio/museo del Real Madrid (Bernabeu). Non sono un’appassionata di calcio, ma ho apprezzato moltissimo la visita a questo stadio. All’interno è allestita anche una piccola area della squadra di Basket del Real Madrid (non tutti sanno, infatti, che oltre al calcio il Real ha una buona squadra in Eurolega).
  4. Passeggiata al parco e al palazzo reale e aperitivo al tramonto al Tempio di Debod. Il tramonto, secondo me, è il momento migliore per apprezzare la bellezza di questo parco. Debod è un tempio dell’Antico Egitto, donato alla Spagna dal governo egiziano nel XX secolo.

  5. Fare shopping alla Gran Via. Una passeggiata lungo la via principale della città vi farà vivere la città in pieno.
  6. visitare Plaza Mayor e la Puerta del Sol. E’ la piazza più conosciuta di Madrid, con l’orso, simbolo della città e meta ambita degli instagrammers che fa capolino dal fondo.
  7. Mangiare delle buone Tapas….e mangiare tante tapas al prezzo di una birra, al “El Tigre“. Per tutta la città potete trovare dei tapas bar che offrono delle ottime tapas, ma non tutti sanno che c’è un pub, al centro di Madrid, che offre al modico costo di una birra un bel piatto di tapas. Certo non c’è da aspettarsi chissà cosa in fatto di qualità, ma è una meta molto ambita soprattutto dai giovani, madrileni e non! 😀

Chișinău, alla scoperta della capitale moldava.

Probabilmente una delle ultime capitali all’estremo est europeo che a noi mancava come meta e dovevamo necessariamente visitare. Dopo un movimentato viaggio per raggiungere la nostra destinazione, perché dovete sapere che il metodo più economico per giungerci è atterrare in Romania, più precisamente a Iasi per poi cercare un mezzo “regolare” ma soprattutto sicuro che ci consentisse di arrivare in Moldavia.. Ecco, diciamo il pulmino che ci accompagnò, di regolare aveva probabilmente poco, e di sicuro ancor meno, dato che le strade prese erano talmente sterrate e martoriate che sembrava volessero bypassare eventuali controlli… Pertanto consiglio nostro, preferite spendere qualche euro in più ma arrivare e soprattutto sani e salvi ☺


Detto questo, una volta giunti a Chisinau, definita dai moldavi “La città della pietra bianca” notiamo come esser tornati indietro nel tempo, una classica metropoli post sovietica che non ha potuto o forse voluto migliorarsi sotto l’aspetto del decoro urbano, marciapiedi distrutti, verde quasi inesistente in centro e strade per nulla livellate, complice il fatto che per quattro giorni di fila ha piovuto incessantemente, ma era quasi impossibile non finire con un piede o due dentro una pozzanghera ahinoi…
Detto questo, pur se non è proprio una meta turistica o comunque adatta al solito turismo di massa, conserviamo dei ricordi positivi, lungo la Boulevard Stefan cel Mare, possiamo definirla come la via più importante della città, possiamo trovare il teatro nazionale M. Eminescu e il teatro dell’opera e del baletto, mentre nella zona antica possiamo trovare la Cattedrale Sobor e l’Arco di Trionfo con l’orologio, costruito proprio in memoria della vittoria dell’esercito dello zar contro gli ottomani del 1828-29. Ma anche il palazzo presidenziale, il palazzo che ospita il parlamento moldavo e la statua di Stefan cel Mare (Stefano il Grande), l’unico sovrano del Paese ad aver regnato per quasi cinquant’anni dal 1457 al 1504: fu un eroe nazionale che combatté una lunga guerra contro i Turchi e che difese il proprio regno dalle mire espansionistiche. Questo maestoso monumento è collocato all’ingresso dell’omonimo parco dagli anni Novanta, quando prese il posto della statua di Lenin; l’area è una delle più frequentate costituendo un vero e proprio punto di ritrovo per gli abitanti di Chisinau.

Altre due note positive sono sicuramente i trasporti cittadini, un mezzo pubblico o un taxi possono costare veramente pochissimi centesimi per raggiungere qualsiasi parte della città, ma soprattutto un buon cibo nelle svariate trattorie cittadine dove poter gustare una buonissima carne d’agnello o la Moussaka che è un piatto molto simile alla nostra parmigiana ma con le patate che sostituiscono le melanzane, tuttavia anch’essa a basso costo, hanno contribuito a rendere questo breve ma intenso viaggio un tassello importante dei nostri ricordi.

Kiev, città fredda dal cuore caldo.

Ottobre 2015

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Majdan Nezaleznosti, luogo cardine per manifestazioni e lotte durante tutta la storia di Kiev.

Una delle città straniere che ci ha colpito di più in senso positivo e che avevamo ingiustificatamente sottovalutato – e per questo facciamo un mea culpa – è proprio la capitale Ucraina, una meraviglia europea che conserva perfettamente tutte le ricchezze del periodo sovietico e non per niente fu anche la prima capitale russa.

Il nostro arrivo, una volta usciti dall’aeroporto Kiev-Boryspil – almeno all’apparenza – non è stato dei migliori: ad accoglierci un freddo pungente, che in Sicilia percepiamo forse 1 o 2 giorni l’anno; ma, soprattutto, una volta saliti sul pullman (grigio) che ci avrebbe portati al nostro alloggio ci ritroviamo in una situazione irreale, come ad aver fatto una passeggiata a ritroso sui libri di storia… Pullman con tendine rosse alle finestre, canzoncine bolsceviche in sottofondo dagli altoparlanti e tutti i passeggeri, irrigiditi nei loro cappotti bianchi e neri, indossavano colbacchi… cosa che probabilmente avrebbe fatto comodo anche a noi 😅. Ci siamo ritrovati improvvisamente all’interno di un set di una pellicola cecoslovacca con sottotitoli ucraini…

Le nostre prime impressioni sono state confermate anche dall’utilizzo a tappeto, all’interno delle strutture ricettive visitate, di moquette in tutte le stanze e questa continua mania delle tendine rosse alle pareti, a dimostrazione di una sovietizzazione che sembra non essere mai andata via, almeno figurativamente.

Un’altra particolarità che ci è rimasta impressa riguarda la metropolitana, probabilmente mai rimodernata dal momento della sua inaugurazione (1960) e le sue indicazioni interne completamente in alfabeto cirillico. Il che, a parer nostro, dimostra come non voglia ancora diventare a tutti gli effetti un’attrazione turistica (cosa che, invece, meriterebbe). Ma una cosa che ci ha veramente colpiti è stata l’immane profondità della stessa… Non abbiamo contato i gradini o l’altezza, ma crediamo che con qualche rampa di scala in più saremmo sbucati in Giappone 😄

Questi probabilmente i dettagli più critici di una città che ci ha, d’altro canto, letteralmente stregati per le sue bellezze nascoste: la via centrale di Kiev è un vero gioiello dell’est Europa con le sue cattedrali, come quella Bizantina di Santa Sofia, la Chiesa barocca di Sant’Andrea, i resti della porta d’oro dell’XI sec e, a completare il tutto, le tantissime biblioteche storiche sedi di Università disseminate per il centro.

Probabilmente la capitale ucraina non ci avrà entusiasmato sotto il profilo della “modernità”, ma è sicuramente riuscita a prenderci per la gola con i suoi deliziosi manicaretti e le sue zuppe, che con un clima di quello sono state sicuramente un toccasana. Tra questi ricordiamo con molto piacere, oltre che gusto, la buonissima zuppa borsch di barbabietole e il piatto preferito di Elisa: l’aringa in cappotto, meglio conosciuta come Shuba.

Ricordo bene questo viaggio anche per essermi trovato in Ucraina nello stesso fine settimana in cui si giocava uno dei derby più accesi al mondo: Dinamo Kiev – Shakhtar Donetsk. Il periodo in cui siamo andati era ancora profondamente segnato dai disordini dell’Euromaidan e della rivoluzione ucraina del 2014. Disordini che da poco avevano lasciato Kyev e si erano concentrata ad est, nelle zone di Donetsk (dove era appena avvenuta la guerra del Donbass).  La squadra di quest’ultima città, quindi, si allenava e giocava nello stadio di Kyev (l’Olimpisky) casa della rivale nel match!

Neanche a dirlo sono andato ed ho comprato la solita sciarpa. Per dovere di cronaca: 3 a 0 per gli ospiti…e tifosi di casa ammutoliti.

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Avremmo tanto voluto andare a fare il tour guidato di Chernobyl e quello sui Carpazi che per pareri e pensieri contrapposti non abbiamo potuto fare ma che diventano motivo in più per tornare in questa meravigliosa terra, ricca di storia, cultura, buon cibo, e con potenzialità turistiche incredibili.

Ancora incantati da questa meravigliosa città, il nostro tempo è volato e, proprio come il tempo, anche noi dovevamo prendere il volo.

Ma prima di tornare nella nostra calda Catania abbiamo fatto una deviazione…ci siamo persi nell’atmosfera da mille e una notte di Istanbul. Atmosfera che saremo lieti di condividere nel prossimo racconto.

10 aprile 2015- 10 aprile 2020

Vi starete chiedendo come due amanti dei viaggi come noi possano mai essersi incontrati, ebbene si, ironia della sorte, proprio quando un legame sentimentale era l’ultima cosa alla quale stavamo pensando, eccolo li, Cupido colpisce.
E non importa se ti trovi dall’altra parte del mondo, su uno slittino, un windsurf o, come in questo caso, su un pullman per raggiungere un traghetto: se ti becca sei spacciato 😀


Potrebbe sembrare la scena di un film, ma non è così… I nostri Elisa e Francesco, che all’epoca dei fatti non si conoscevano, sono riusciti nell’intento (non semplice) di perdere i rispettivi mezzi di trasporto per raggiungere l’isola di Malta e, più precisamente, la prima perde il suo traghetto e il secondo, grazie o per colpa di un suo compagno di viaggio per un documento scaduto e maltrattato, perde il suo volo.
Fu così che entrambi, per non perdere la tanto agognata vacanza, ripiegano su un traghetto serale opzionale…

Eh sì… 🙃Era un caldo 10 aprile 2015 e cominciavamo a conoscerci sul pullman prima di giungere a Pozzallo. 💘
Poi sapete come vanno a finire queste cose: dividiamo il Taxi, ti presento i miei amici presenti sull’isola, stasera ci vediamo ecc ecc..
E fu così che, da allora, non abbiamo più smesso di viaggiare condividendo tutto: cuore, casa e bagagli.
Ed oggi, 21 aprile 2020, in occasione del nostro quinto anniversario, è proprio da Malta e dalle sue incantevoli particolarità che vogliamo iniziare a raccontarvi le nostre più belle avventure.

La nostra prima foto in assoluto a Paceville, Malta. =)

Hello world!

Eccoci qua! Dopo tanto lavoro, questo “riposo forzato” ci ha dato l’occasione per pubblicare il sito del blog. Avendo il tempo giusto a disposizione possiamo adesso dedicarci a questo spazio virtuale, iniziando con il raccontare i viaggi passati e, perché no, sognando e progettando insieme i viaggi futuri.

Per noi, la realizzazione di un blog di viaggi è un sogno che si avvera. Dal momento in cui ci siamo incontrati (forse faremo un post anche su questo, chi lo sa! =D), abbiamo capito di essere compagni di viaggio, oltre che di vita. Per chi ci conosce sa che ci siamo conosciuti viaggiando (ops…spoiler!) e che viaggiare è la nostra più grande passione.

Amiamo passare il tempo libero con una carta geografica alla mano, Google Maps è la nostra app preferita, perennemente aperta sui nostri smarphone e sempre pronta a darci ispirazioni. Ci appassioniamo leggendo quante più informazioni possibili sulla meta che vorremmo visitare e iniziamo a viaggiare con la mente ancor prima di mettere i piedi fuori dalla porta. Francesco, poi, è un amante delle statistiche: prima di approdare in un nuovo Paese sa già quanti abitanti per metro quadro abitano la zona! Elisa, invece è più romantica, ama leggere e con il tempo ha preso un’abitudine che vorremmo condividere e diffondere: leggere un libro o guardare un film ambientato proprio nel luogo che ci apprestiamo a visitare, così da immergerci totalmente nell’ambiente visitato, anche provando a guardare quel luogo con gli occhi dell’autore o del regista, provando a fare differenze con quello che proviamo noi e cogliendo dei particolari che senza questo punto di vista avremmo perso.

Che vi sentiate più realisti o più sognatori, speriamo comunque di tenervi compagnia, portandovi con noi nella nostra scoperta del mondo!